Il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026 consente a PMI, lavoratori autonomi e Studi professionali di ottenere fino a 20.000 euro a fondo perduto, pari al 50% delle spese ammissibili per servizi cloud e sicurezza informatica. Le domande si presentano dal 10 novembre 2026, in ordine cronologico di arrivo. Chi arriva preparato ha un vantaggio che non si recupera dopo.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha messo 150 milioni di euro sul tavolo per spingere PMI e lavoratori autonomi verso servizi cloud e strumenti di sicurezza informatica. Per uno Studio professionale è una delle poche misure che finanzia esattamente quello che serve tutti i giorni: il software con cui si lavora e la protezione dei dati dei Clienti.
Vale la pena capirla bene, perché il meccanismo premia chi si muove prima.
Quanto vale il contributo
Il contributo copre fino al 50% delle spese ammissibili, con un tetto di 20.000 euro. Il piano di acquisto deve valere almeno 4.000 euro: sotto quella soglia la domanda non si presenta.
Tradotto in numeri concreti: un piano da 4.000 euro porta 2.000 euro di contributo, un piano da 40.000 euro porta il massimo dei 20.000. In mezzo, sempre la metà.
La dotazione complessiva è di 150 milioni di euro a valere sui fondi FSC 2014-2020, con oltre 71 milioni riservati alle regioni del Mezzogiorno.
Chi può richiederlo
PMI e lavoratori autonomi, su tutto il territorio nazionale. E qui il decreto è esplicito in un modo che conviene riportare per esteso: fra i lavoratori autonomi rientra «il libero professionista iscritto agli ordini professionali», oltre a chi esercita una professione non organizzata in ordini o collegi.
Vuol dire che il Commercialista che lavora da solo con partita IVA è dentro esattamente come lo Studio associato. È una platea che molte misure di finanza agevolata lasciano fuori, e che qui invece è nominata una per una.
C’è poi un requisito tecnico che conviene verificare subito, perché è quello che fa cadere le domande: al momento della presentazione bisogna avere un contratto di connettività con velocità minima in download di 30 Mbps. Non è una soglia difficile, ma va controllata sul contratto prima di arrivare a novembre, non dopo.
Cosa finanzia il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026
Le spese ammissibili sono divise in cinque categorie, e conviene conoscerle una per una perché è lì che si decide se un piano sta in piedi.
A. Hardware di sicurezza — firewall, firewall di nuova generazione (NGFW), router e switch, dispositivi di prevenzione delle intrusioni (IPS).
B. Software di sicurezza — antivirus e antimalware, monitoraggio delle reti, crittografia dei dati, sistemi di raccolta e correlazione degli eventi di sicurezza (SIEM), gestione delle vulnerabilità.
C. Servizi cloud infrastrutturali — macchine virtuali, storage e backup, rete e sicurezza (VPN e protezione dagli attacchi DDoS compresi), basi di dati.
D. Software in cloud (SaaS) — applicativi gestionali, ERP, CRM, CMS ed e-commerce. È la voce che riguarda più da vicino uno Studio, perché comprende il software con cui si lavora tutti i giorni, quando è erogato in abbonamento.
E. Servizi professionali — configurazione, monitoraggio e supporto continuativo. Ammessi entro il 30% del piano complessivo, e solo se collegati a una delle altre categorie.
Un dettaglio che vale più di tutti gli altri: i servizi vanno acquistati da fornitori iscritti in un elenco tenuto dal Ministero. Non basta comprare la cosa giusta, va comprata da chi è accreditato. L’elenco è stato chiuso il 27 maggio 2026 e definito con il decreto del 29 luglio: chi non c’è, quest’anno non può essere pagato con il voucher.
Cosa invece resta fuori
Su questo conviene essere netti, perché è la ragione per cui alcuni piani vengono scartati: la formazione e la consulenza pura non sono finanziabili. Un corso di security awareness, per quanto utile, non entra nel piano. Un assessment è ammesso solo se seguito dall’implementazione di quello che l’assessment ha individuato: la diagnosi da sola no, la diagnosi che porta a installare qualcosa sì.
È una distinzione che vale la pena tenere a mente prima di costruire il piano, non dopo averlo presentato.
Voucher Cloud e Cybersecurity 2026: date e scadenze della domanda
| Passaggio | Quando |
|---|---|
| Apertura della compilazione | 20 ottobre 2026, ore 12:00 |
| Apertura della presentazione | 10 novembre 2026, ore 12:00 |
| Chiusura | 20 gennaio 2027, ore 12:00 |
La misura funziona a sportello: le domande vengono accolte in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse. Non è una graduatoria per merito, e non c’è nessun punteggio da costruire. Conta arrivare con la domanda già compilata e pronta a partire il 10 novembre.
La finestra di compilazione che apre tre settimane prima serve esattamente a questo: si prepara tutto con calma dal 20 ottobre e si invia appena si può.
Come preparare la domanda
Da qui a ottobre c’è tempo per fare quattro cose, tutte noiose e tutte decisive.
Verificare la connettività. Il contratto deve certificare almeno 30 Mbps. È il controllo più veloce e quello che blocca più domande.
Decidere il piano. Il minimo è 4.000 euro, e conviene ragionare sull’insieme invece che sul singolo acquisto: il software in cloud dello Studio, il backup, gli strumenti di sicurezza, la protezione delle postazioni. Sommati arrivano a una cifra sensata; presi uno alla volta, spesso no.
Controllare che i fornitori scelti siano nell’elenco. Vale per tutte le voci del piano, non solo per la principale.
Preparare le credenziali di accesso alla piattaforma. L’accesso richiede identità digitale e firma del legale rappresentante: procurarsele il 10 novembre significa perdere il giorno che conta di più.
Perché riguarda da vicino uno Studio professionale
C’è una coincidenza che rende questa misura diversa dalle altre. Le due voci che il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026 finanzia — servizi in cloud e sicurezza informatica — sono le due voci su cui uno Studio ha il rinvio più facile e il rischio più alto.
Il passaggio al cloud si rimanda perché costa e perché funziona anche così. La sicurezza si rimanda perché finché non succede niente sembra un costo senza ritorno. Poi però lo Studio custodisce i dati fiscali, i bilanci e i documenti di identità di centinaia di Clienti, e il giorno in cui succede qualcosa non è un problema informatico: è un problema di responsabilità verso di loro.
Un contributo che copre metà della spesa non cambia le ragioni per farlo. Cambia il momento in cui conviene farlo.
Exe Digital è tra i fornitori accreditati
Exe Digital S.r.l., la società che sviluppa StudioPlan, è iscritta all’elenco dei fornitori ammessi del Ministero con l’identificativo VCCFA2600000998. È il codice con cui verificarci nell’elenco, e il riferimento da indicare in fase di domanda.
Rientrano nel voucher:
- StudioPlan Web — Rubrica, Agenda, Timesheet e StudioAI, in cloud, sullo stesso database di StudioPlan;
- Portale Clienti — lo spazio in cui il Cliente deposita i documenti e trova le sue scadenze, senza scambi di email;
- Adeguata verifica antiriciclaggio — il fascicolo AML costruito dentro lo Studio, non a parte.
E la parte di sicurezza informatica
Metà di questa misura non parla di software gestionale: parla di difesa. Ed è la metà su cui uno Studio professionale, di solito, non ha mai fatto un ragionamento d’insieme.
Exe Digital si occupa di cybersecurity e compliance con un percorso che va dalla valutazione del rischio alla risposta agli incidenti: cyber risk assessment, vulnerability assessment e penetration test, CSIRT as a service per la gestione degli incidenti, CISO as a service per la governance, adeguamento a NIS2 e DORA.
Nel piano di spesa queste attività trovano posto come servizi professionali collegati alle soluzioni installate: il monitoraggio continuo che accompagna un sistema di raccolta eventi, la configurazione che rende operativo un firewall, l’implementazione che segue un assessment. È la categoria E, quella entro il 30% del piano — e proprio perché ha un tetto va costruita insieme al resto, non aggiunta alla fine.
Come costruire un piano di spesa ammissibile
Un piano può avere più fornitori, purché ciascuno sia iscritto all’elenco. Questo apre la strada alla combinazione che per uno Studio ha più senso: il software in cloud e i servizi che lo tengono in piedi da una parte, le soluzioni di sicurezza da chi le installa e le gestisce dall’altra.
Su quello che facciamo noi la risposta è netta: StudioPlan Web, Portale Clienti e il modulo antiriciclaggio rientrano nella categoria D, e i servizi professionali che li accompagnano nella categoria E. Sulla parte di sicurezza informatica portiamo le competenze — assessment seguito da implementazione, monitoraggio, risposta agli incidenti — mentre l’hardware e il software di difesa vanno acquistati da un fornitore accreditato che li distribuisce.
Detto in modo utile a chi legge: non serve trovare un unico fornitore che faccia tutto. Serve che ogni voce del piano venga da qualcuno che è nell’elenco, e che il piano nel suo insieme superi i 4.000 euro. Guardando l’insieme invece del singolo acquisto, quella soglia si raggiunge senza forzature.
Vi diamo una mano con la domanda
La domanda si presenta online, in ordine cronologico, e la piattaforma non perdona le cose mancanti. Chi decide di costruire il piano con noi non resta solo davanti al modulo:
- preventivo già impostato come piano ammissibile, con le voci divise per famiglia di spesa e il tetto del 30% su configurazione e supporto rispettato;
- verifica preventiva dei requisiti, connettività compresa;
- assistenza alla compilazione nella finestra che apre il 20 ottobre, per arrivare al 10 novembre con la domanda pronta da inviare;
- documentazione per la rendicontazione al termine del progetto.
Meglio adesso che a ridosso dell’apertura: dal 20 ottobre in poi il tempo per ragionare sul piano non c’è più.
Domande frequenti
Un Professionista con partita IVA individuale può chiederlo?
Sì. La misura si rivolge a PMI e lavoratori autonomi, quindi anche a chi non ha una struttura societaria.
Qual è la spesa minima?
Il piano deve valere almeno 4.000 euro. Il contributo è metà della spesa ammissibile, quindi il minimo che si può ottenere è 2.000 euro.
Si può usare per il canone del software?
Sì, quando il software è erogato in cloud in abbonamento e il fornitore è iscritto all’elenco ministeriale. StudioPlan Web, Portale Clienti e il modulo antiriciclaggio rientrano.
Come verifico che un fornitore sia accreditato?
Nell’elenco pubblicato dal Ministero, cercando la ragione sociale o l’identificativo. Quello di Exe Digital S.r.l. è VCCFA2600000998.
Posso mettere cloud e sicurezza nello stesso piano?
Sì, sono entrambe famiglie di spesa ammesse, e il piano può avere più fornitori: serve solo che ognuno sia iscritto all’elenco del Ministero.
La formazione sulla sicurezza rientra?
No. I corsi di formazione e la consulenza pura sono esclusi. Un assessment è ammesso solo se seguito dall’implementazione delle misure che ha individuato.
Quanto pesano i servizi professionali sul piano?
Configurazione, monitoraggio e supporto continuativo sono ammessi fino al 30% del totale, e devono essere collegati a una delle altre categorie di spesa.
Il firewall e l’antivirus si possono comprare col voucher?
Sì. L’hardware di sicurezza (firewall, NGFW, router, switch, IPS) e il software di sicurezza (antivirus, monitoraggio delle reti, crittografia, SIEM, gestione delle vulnerabilità) sono due categorie ammesse a pieno titolo, senza il tetto del 30%.
Il contributo arriva prima o dopo la spesa?
Dopo. La prima quota si può chiedere solo quando è stato sostenuto almeno il 50% del piano di spesa ammesso; il saldo alla conclusione, con la documentazione completa. La spesa va quindi anticipata.
Conta l’ordine di arrivo?
Sì. È una procedura a sportello: le domande sono accolte in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse.
Fino a quando si può presentare la domanda?
Fino al 20 gennaio 2027 alle ore 12:00, ma solo se le risorse non si esauriscono prima.
In sintesi
Metà della spesa, fino a 20.000 euro, su cose che allo Studio servono comunque. Un requisito pesa più degli altri nella costruzione del piano: servizi e prodotti devono essere acquistati da fornitori accreditati dal Ministero — e una sola regola da rispettare: essere pronti il 10 novembre.